Ti ho vista, sai,
fior di tortura e sofferenza,
che ti nutri di romanzi
e bevi con gli occhi
la vita altrui.
Ti ho vista piangere
per una pagina stampata,
ti ho vista torcere le mani
sorridente, mesta, rassegnata a te stessa.
Ti ho vista, infuocata,
la bocca contratta in parole impetuose,
labbra umide di passione.
Ti ho vista dormire,
ignara e tormentata,
tra lenzuola macchiate
sotto uno sporco soffitto.
Ti ho vista,
ti ho vista,
ti ho vista.
Impalpabile, intoccabile,
fumosa e sfuggente.
Svettante, esistente,
in mezzo alla folla che ti confonde.
Ti ho sognata.
Come non sei.
Come vorrei.
Come non sai.
16.04.2003

Danae, Gustav Klimt, 1907-08, Leopoldmuseum, Vienna