giovedì 19 febbraio 2009

'Ne volevo altri, non ne ho avuto nessuno'

Mi accompagna
il mare,
come un treno
in lontananza,
senza stazioni nè biglietterie.
Lo immagino,
treno postale,
che raccoglie
i miei baci
e li porta
lontano
a sbattere
contro vetri
che non si aprono,
con tutte quelle luci accese.

10.02.2008



Turner, Joseph Mallord William
Rain, Steam and Speed
1844
Oil on canvas
National Gallery, London


sabato 31 gennaio 2009

Pulizie di Primavera

Ho sfilato
la mia anima
per tenderla
all'aria,
al vento salmastro
e al sole.

Vivo ogni minuto
come il ticchettio
di un orologio,
nel frattempo.

Tornerò a indossarla,
dopo amido
e lisciva,
come fosse
un cappotto nuovo
di trent'anni fa.

31.01.2008



The Four Seasons, Spring

Paul Cezanne 1860-1861

Musee de Petit Palais (France)
Painting - oil on canvas


giovedì 6 novembre 2008

Maddalena

E andrai in giro
come la Maddalena.

Vestirai solo
di quei capelli
che non tagli,
per vanità.

Destinata ad alimentare
leggende
sulla tua virtù
e a sfidare e spuntare
desideri.

Ti coprirai
di te stessa,
paglia e fieno,
fino a far perdere
tracce di te.

Ti smarrirai
tra le tue chiome,
per poter dire,
tra lo sconcerto:
"Penitenziagite!
Casta Diva!
Penitenziagite!".




Donatello
Maddalena, 1454-1455
Museo dell'Opera del Duomo, Firenze

martedì 7 ottobre 2008

Lenta lotta

Assediami,
espugnami,
conquistami,
Sonno.

Fa' inginocchiare
la mia superbia;
decapita
la mia volontà;
uccidi
i miei sogni
di bambina.

Conquistami,
e seducimi.

Riportami
al mio mondo primitivo;
osservami
nei miei giochi selvaggi;
liberami
nella tua riserva.

Mi abbandoni all'improvviso,
senza una voce,
senza un battito.

Nell'agonia
della tua attesa.

07.10.2008




John William Waterhouse - 1874
Sleep and His Half-Brother Death
Private collection

venerdì 5 settembre 2008

Routine

Come sangue nel naso,
emorragia invisibile,
poco sangue,
troppi tamponi.
Ingoiare parole incerte,
perchè la digestione sia difficoltosa.
Credere nel verso,
chè il recto è già svelato.
Aspettare e concentrarsi
sui muscoli, sui nervi, sui tendini.
Lavanda e sciroppo d'acero
a lenire e zavorrare.
Poco, come il sangue,
ti riporta a casa, sapori antichi.
Poco, come la routine,
ti ottunde i sensi, apparente sicurezza.

06.04.2008



Odilon Redon, Fleur de sang, 1895, musée d'Orsay, Paris


lunedì 21 luglio 2008

Foemina

Esce dalla stanza
si spoglia delle vesti antiche
si lava via l'orgoglio
si scioglie i capelli.

Comincia così
il suo cammino,
nuda, sulla neve,
principio unico, matrilineare.

Costante e lenta,
coperta solo
del sorriso obliquo
che strega le genti.

Rassicurante
come l'incertezza
del domani.

Ad ogni passo
accoglie
consola
risana.

A ogni passo
una lacrima e un sorriso,
per la coscienza dell'antico
e il coraggio dell'avanzare.

Ecco colei che accoglie
ecco colei che crea
ecco colei che cammina.
Nuda, sulla neve.


12.07.2008





Alberto Giacometti
Donna che cammina (Femme qui marche), 1932
Bronzo, altezza 144,6 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia

martedì 8 luglio 2008

Hopeless

"Guarda meglio, non hai visto quel pacchettino grigio, in fondo al sacchetto?"
E lo trovai davvero, quel fagottino che al tatto sembrava un libriccino morbido.

Presi a scartarlo, con furia misurata. A prima vista sembrava una sagoma di cartone, un orsetto, di quelli a cui puoi cambiare gli abiti di carta. A un'occhiata più attenta, si rivelò un abitino beige, alla marinaretta, da neonato.

Sorpresa, muto stupore. Un singhiozzo. Un altro.
Lacrime gonfie e un urlo muto, dentro di me.

"Non posso, non posso, non posso". Ripetuto all'infinito.

Un dolore imploso e implodente, che non lasciava entrare nulla, neanche l'aria. Provai a singhiozzare, provai a farmi strada nell'aria. Ma "non posso, non posso, non posso!". Provai ad alzare la testa, ma le lacrime mi lavavano la faccia e mi facevano il solletico sulla pelle ancora asciutta.
Era un'angoscia infinita, non ne vedevo la fine. Perdurante costanza.
E l'apnea. Sempre più lunga. Sempre più infrangibile. Un singhiozzo dietro l'altro, e non respiravo, non respiravo, non respiravo, quasi affogata dalle mie stesse lacrime.
"Non posso, non posso, non posso". Non potevo respirare?

Un guizzo, un movimento improvviso, uno strappo.
E sono sveglia.
Sono sveglia e respiro. Sono sveglia e non singhiozzo. Sono sveglia e non ho abitini da neonato tra le mani.
Non potevo. Non posso.
Posso?



Roy Lichtenstein
"Hopeless"
1963, oli on canvas